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By Boldrini Enrica, Parenti Roberto

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Imperialisms: Historical and Literary Investigations, 1500-1900

Filling a tremendous hole in historic, literary, and post-colonial scholarship, Imperialisms examines early id statements and nuances of dominance of the world's significant imperialisms in quite a few theatres of pageant. built in collaboration with top students within the box, this booklet balances old essays and case reviews, and encourages investigations of conversant and competing imperialisms, their practices, and their rhetoric of self-justification.

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165 e MORVIDUCCI 1990, p. 79 n. 5. 81 Mancano quasi completamente le notizie relative al primitivo palazzo arcivescovile, demolito nel 1658. La documentazione grafica che presentiamo, inedita, ci mostra unedificio a pianta irregolarmente quadrangolare costruito addossato alla parete del Duomo e intorno alla cappella della Madonna delle Grazie, con il prospetto verso la piazza dello Spedale chiaramente suddiviso in due registri orizzontali: il piano terreno — già presente ncll'affresco di Domenico di Bartolo — decorato a fasce bicrome e con il coronamento ad archetti su beccatelli — analogamente all'altro palazzo, del Rettore dell'Opera — sul quale si imposta un primo piano scandito da nove finestre, suddivise da lesene affiancate e con una ricchissima trabeazione che, a Siena, trova un pallido confronto nell'opera di Anton Maria Lari (Palazzo Palmieri Nuti in piazza Tolomei).

51 Così come riportato da GALLAVOTTI CAVALLERO 1985a, Regesto 44, p. 417. 50 nonostante tutta la serie di restauri e rimpelli che deve aver subito, sembra interpretabile solamente come il risultato della demolizione di un corpo sporgente in muratura. Entro i bordi di tale azione costruttiva, infatti, non esistono mattoni integri e la tessitura è quanto di più simile si possa immaginare al riempimento interno di una muratura a sacco. Con una tale definizione formale non appare difficíle immaginare una contemporanea soluzione del sistema di copertura della chiesa.

Oltre alla presenza della tettoia, sono chiaramente distinguibili: a) il rialzamento del primo piano (ancora privo delle tre finestre) della corsia Marcacci e che diventerà, successivamente, il secondo piano, b) le due bifore del primo piano — in posizione più centrale, che hanno uno strettissimo rapporto con le scarse tracce materiali rimaste (USM 46 e 69 del settore VI) - , c) le due finestre a piano terra con archi a tutto sesto nel disegno e rettangolari nel dipinto —, d) un portone architravato, pure a piano terreno, e poi ancora uno stemma-trofeo, probabilmente in maiolica, e la Balzana, mentre sembra mancare l'epigrafe trecentesca.

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