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By Michela Murgia

«Ci sono buchi in Sardegna che sono case di destiny, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove l. a. luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è l. a. stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto piú parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi.
Questo è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci percorsi alla ricerca di altrettanti luoghi, piú uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è cosí los angeles Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando los angeles misteriosa verginità delle cose solo sfiorate».

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«Ci sono buchi in Sardegna che sono case di destiny, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove l. a. luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è l. a. stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto piú parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi.
Questo è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci percorsi alla ricerca di altrettanti luoghi, piú uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è cosí los angeles Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando los angeles misteriosa verginità delle cose solo sfiorate».

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E sacrificali di derivazione dionisiaca, mentre nella Sartiglia oristanese, una splendida giostra di abilità equestre, è perfettamente rinvenibile la traccia di un rito di fertilità che proietta nella spada il suo elemento fallico e nella stella forata da infilzare una controparte facilmente riconoscibile. Tutta questa ricchezza di forme fideiste e superstizioni si intreccia, in modo più o meno armonico, con la fede cristiana ufficialmente riconosciuta come prevalente nell'isola. Tuttavia, le modalità in cui vengono celebrate molte tradizioni, apparentemente pie, la dice lunga sulla radice che può averle generate, tanto da far pensare che in Sardegna, più che cristianizzare il pagano la gente abbia proceduto a paganizzare il cristiano, a proprio modo.

Provincia di Oristano, regione storica del Campidano, comune di Oristano. Ora sei custode del tempo, disse Antonio Setzu e soggiunse a bassa voce: come coloro che ti hanno preceduto dovrai rimanere cristiano senza discussioni e rispettare le leggi che ci siamo dati nella notte del tempo e abbiamo scritto e modificato durante i giudicati di Mariano e Eleonora. Più malvagi saranno i tempi, più l'adesione all'antica legge parrà ribellione o sedizione. Sergio Atzeni, Passavamo sulla terra leggeri. Nonostante le parole che Sergio Atzeni mette in bocca al suo celebre custode delle memorie, l'affermazione che in Sardegna si sia «cristiani senza discussioni» da generazioni è sin troppo facile da smentire.

Anche il sole, grazie all'orientamento astronomico della gradinata, illuminava il fondo del pozzo di Santa Cristina due sole volte all'anno, per la precisione durante gli equinozi di primavera e autunno; questo fenomeno oggi non è più osservabile a causa del mutamento dell'inclinazione dell'asse terrestre rispetto a 3300 anni fa. Nonostante il cielo sia molto cambiato dall'epoca in cui dalla Sardegna si poteva ancora scorgere Rigel Kent, la stella più vicina alla terra nella costellazione del Centauro, la sua posizione al centro del Mediterraneo e la bassa densità di centri abitati illuminati fanno del suo cielo ancora oggi un luogo di osservazione privilegiato per gli astronomi, e non solo per loro.

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